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#TASSISTICHEGENTE

Con la rubrica tassistichegente vi raccontiamo dei tassisti torinesi: le loro storie e il loro punto di vista privilegiato sulla città

ANGELA – Ancona 58

Faccio la tassista solo da 6 anni e perlopiù nel turno di giorno.
Anche io ho imparato ad amare la libertà che mi regala questo lavoro e che mi consente di gestire la mia giornata come preferisco.

Mi piace molto chiacchierare con i clienti e ascoltare le loro storie ma ho imparato ad assecondare le esigenze di chi sale a bordo: c’è chi ama parlare e chi invece preferisce il silenzio. Anche a me sono capitati momenti strani e bizzarri durante questi sei anni ma un unico episodio ha veramente lasciato un segno.

Ero alla Stazione di Porta Susa e mancavano 5 minuti dalla fine del mio turno. Lasciai però che salisse un signore che voleva andare all’aeroporto. Dopo aver preso la strada per Caselle notai però che si comportava in modo strano e continuava a guardarsi alle spalle, come se temesse di essere seguito. Pochi minuti dopo mi confidò infatti che temeva per la sua vita e si sentiva in pericolo.

Prima di arrivare all’aeroporto riuscii allora a contattare la centrale la Polizia, che trovammo ad accoglierci a Caselle. In pratica quel povero signore era sì in pericolo, ma perché era scappato da un istituto psichiatrico di Cuneo, senza denaro e senza documenti.
Un’avventura che non dimenticherò facilmente ma che si è conclusa senza incidenti. 

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#TASSISTICHEGENTE

Maurizio, sigla Como 92, è figlio d’arte e fa questo mestiere da 20 anni, proprio come suo padre che ha lavorato su Torino in taxi anche lui per vent’anni.

Preferisce l’orario diurno e ama la libertà che gli permette questo lavoro per poter seguire la sua famiglia. Un vantaggio a cui non rinuncerebbe mai.

In tutto questo tempo ha vissuto momenti davvero particolari, situazioni assurde e divertenti.

"Per esempio qualche tempo fa all’indirizzo indicato dalla centrale vedo una ragazza con alcuni bagagli e 8 o 9 sacchi neri enormi. Probabilmente aveva litigato e se ne stava andando da un appartamento dove conviveva. Dopo un po’ di sbigottimento carichiamo tutto e partiamo. Durante il tragitto però va in panico: ha smarrito il portafogli. Ma è sicura di averlo preso con sé, accosto l’auto e iniziamo a cercarlo svuotando i sacchi uno a uno. Vi lascio immaginare la scena.
Alla fine abbiamo ritrovato il portafogli nell’ultimo sacco. Con pazienza – tanta – abbiamo rimesso tutti i vestiti e le cose a posto e siamo ripartiti".

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#TASSISTICHEGENTE

Oggi vi presentiamo Claudio - sigla Tokyo 14 - e raccontiamo la sua storia.

"Faccio il tassista ormai da 18 anni. Mi piace molto il mio lavoro perché posso gestire in piena libertà le mie giornate. Però non è una passeggiata: è un lavoro impegnativo con tanti risvolti poco conosciuti. Lo amo perché sono a contatto diretto con persone di ogni età e genere e a me piace ascoltare le loro esperienze.

E poi ho la possibilità di scoprire continuamente angoli nascosti della città sia di giorno che di notte. I miei colleghi mi chiamano “canguro” perché “saltello” dal turno di giorno al turno di notte.

In questi anni me ne sono capitate davvero di tutti i colori ma tra quelle che posso raccontare due sono state particolarmente divertenti: una volta ho caricato in un unico turno, nella stessa giornata, in orari diversi e in zone diverse la stessa persona! Una coincidenza incredibile.

Anni fa, invece, in una corsa dall’aeroporto mi è capitato di far salire a bordo il giocatore della Juventus Edgar Davids. Quando ho aperto il bagagliaio per caricare la sua borsa e ha visto che a mia volta avevo un borsone del Torino non voleva più salire sul mio taxi. Ma lo diceva naturalmente sorridendo e alla fine siamo arrivati a destinazione senza problemi".
 

 

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DEFIBRILLATORI SUI TAXI PER UNA TORINO "CARDIO-PROTETTA"

50 tassisti formati all'utilizzo di defibrillatori per una Torino cardioprotetta: ecco l'obbiettivo dell'iniziativa di Taxi Torino per formare una "flotta salva-vita".
A farsi promotori dell'iniziativa Ermanno (Parigi26) e Stefania (Como25), due tassisti già attivi nel gruppo Servizio Sociale Taxi che Domenica 13 Dicembre, in Piazza San Giovanni tra le 11 e le 13 saranno a disposizione dei colleghi volontari per tatuare la sigla "Taxicardia" sulle vetture.
Sempre con la stessa tecnica a stencil, facilmente amovibile, verrà dipinto il volto di Renato Biason, un tassista scomparso a 51 anni per un attacco cardiaco.

Con l'incontro del 13 Dicembre prende ufficialmente il via la raccolta dei presidi mobili cardiologici da parte di Taxi Torino. 
Ogni anno, in Italia, sono almeno 25.000 le persone che potrebbero essere salvate da un intervento tempestivo. Una persona in arresto cardiaco soccorsa con defibrillazione entro 3-5 minuti, triplica la possibilità di sopravvivenza.
Naturalmente, oltre ad aumentare il numero dei defibrillatori e la loro disponibilità sul territorio è anche importante saperli utilizzare. Di qui i 50 tassisti volontari per la formazione di primo soccorso.
Niente sirene né infrazioni: la possibilità di muovere (georeferenziadoli) 50 defibrillatori, unita alla conoscenza della città e del traffico aumenteranno la protezione dei cittadini dal rischio infarto.  In un momento estremamente critico per l’emergenza COVID, i tassisti sottolineano con queste iniziative la propria natura di servizio pubblico.